Il Debito Pubblico (Art.del 13/05/2020)

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Il Debito Pubblico (Art.del 13/05/2020)

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Ciao….benvenuta o benvenuto, a questo appuntamento con la mia rubrica:

“Inform-Azione”, l’Economia e la Finanza di estrema attualità, raccontate con un linguaggio semplice”.

…la finanza per tutti.

Una scelta che ritengo importante, perché fatta con l’obiettivo di fornire Informazione libera da qualsiasi considerazione personale.

L’argomento di oggi, è:

“Il Debito Pubblico, cos’è, come funziona e perché è sempre
di tanta attualità”.

Partiamo dall’inizio….un Paese, ad esempio l’Italia, per poter far fronte alle spese interne (Sanità, Pubblica Amministrazione, Istruzione ecc.ecc.), ha bisogno di liquidità.

Questa liquidità la può ottenere sostanzialmente in due modi:

1) Attraverso il gettito fiscale – le tasse cioè pagate dai cittadini –  

2) Attraverso il ricorso al finanziamento (indebitamento) – chiedere cioè soldi in prestito a cittadini privati, aziende e investitori (sia italiani che esteri) -.

Tralascio, per ovvietà il primo (il gettito fiscale) perché non genera debito, e mi soffermo invece sul secondo modo: “il finanziamento ottenuto da terzi”.

Per potersi finanziare, lo Stato emette un certificato che rappresenta il prestito ricevuto (Obbligazione). Il cittadino, ad esempio, presta soldi allo Stato attraverso l’acquisto di questa obbligazione, che viene emessa per garantire il prestito stesso. Il prestito può, come detto, essere fatto con soggetti economici esteri – in questo caso parleremo di Debito Estero, oppure con soggetti economici interni  – in questo caso parleremo di Debito Interno.

Tale prestito, ovviamente, non è gratuito….sul prestito ricevuto, infatti, lo Stato garantirà un tasso di interesse a favore, come nel nostro esempio, del cittadino. Per lo Stato quindi, il cittadino diventa, un finanziatore vero e proprio, mentre per il cittadino il prestito fatto allo Stato, attraverso l’acquisto dei suoi titoli,  rappresenta un sistema di investimento…..sicuro. Presto soldi all’Italia comprando i suoi “titoli di Stato”, e quest’ultima si impegna a restituirmi quanto ricevuto entro una determinata scadenza e a pagarmi un determinato tasso di interesse.

Sappi che sono diversi i titoli di Stato (Obbligazioni) emessi per questa finalità dallo Stato, e diverse sono le forme di remunerazione del capitale prestato (interessi)….non entro nel merito e nello specifico per non complicarti il concetto. Sappi però che, a tal fine, ho riservato una sorpresa della quale ti parlerò alla fine. A questo punto, il totale dei prestiti ricevuti dallo Stato, rappresenta l’ammontare del debito che lo stesso ha contratto nei confronti degli investitori/finanziatori. Capitale più interessi.

Ti ricordo, anche, che investitori/finanziatori possono essere di diverse tipologie…..dagli

  • investitori privati (il singolo cittadino)
  • alle imprese (ad esempio le banche)
  • altri Stati.

Ultimamente si è aggiunta anche la Banca Centrale Europea (B.C.E.), la quale però può acquistare titoli di Stato che  con non siano di nuova emissione (emessi sul mercato detto Primario), ma può acquistarli solo se già in circolazione (quindi sul Mercato Secondario).

In questo caso, li potrà acquistare solo dalle banche, che sono le uniche che possono negoziare con la Banca Centrale Europea (oltre ad essere i maggiori detentori interni di Debito Pubblico italiano).

Ecco quindi che abbiamo definito cos’è e come si crea il Debito Pubblico.

Ma perché è così importante?

La risposta è semplice…te la spiego così:

“se io avessi bisogno di liquidità, e dovessi chiederla in prestito, sarai d’accordo che, chi dovesse decidere se prestarmi o meno denaro, la prima cosa che mi chiederebbe sarebbe:  bene Max…ma quanto sei sano economicamente? Hai già altri prestiti in corso? Il tuo lavoro ti permette e ti permetterà di pagare i tuoi debiti? Sarai, in futuro, nella condizione di ripagare anche il mio, restituendomi quanto prestato oltre agli interessi stabiliti”?…

E’ quello che, tecnicamente, si chiama “merito creditizio”.

Bene….la stessa cosa accade per il nostro Stato. Nel momento in cui ha bisogno di nuova liquidità, la richiede ai suoi “clienti abituali”. I clienti, in questo caso, faranno le stesse valutazioni e domande. Da qui è logico dedurre che, se la situazione di politica interna, l’ammontare del Debito Pubblico già esistente è troppo elevata, piuttosto che la sua capacità di restituzione è indubbia (sostenibilità del Debito), il peso sulla eventuale scelta degli investitori sarebbe molto pesante. Possiamo dire che, in una situazione di instabilità, molto probabilmente gli investitori potrebbero decidere di concedere comunque il prestito allo Stato (acquistando i suoi titoli come forma di investimento), ma cosa dovrebbe fare lo Stato per rendere appetibile l’investimento? E gli investitori? Esattamente….sul tasso di interesse….significa che per ottenere gli stessi soldi, lo Stato sarebbe costretto ad offrire un tasso di interesse maggiore. (più avanti ti accennerò anche del rischio legato ad un eccessivo aumento della quota interessi).

Ti ricordo, infatti, che il tasso di interesse rappresenta:

“quanto deve essere remunerato (quindi pagato) il mio denaro che ti presto”.

Rappresenta, quindi, l’elemento che deve coprirmi il rischio di una eventuale non restituzione di quanto prestato (rischio insolvenza o default), oltre al costo del privarmi di quei soldi per il periodo che servirà a te che li ricevi.

Ecco quindi che diventa estremamente importante tenere sotto controllo il debito e il suo andamento, per essere appetibile al mercato e per non incorrere nel rischio di insolvenza e quindi del suo fallimento (rischio default).

Ma perché, anche uno Stato può fallire Max?

Certo che si…..e non è neanche così difficile che ciò accada.

La storia ci insegna e ci ricorda che, ad esempio, in passato alcuni Stati si sono trovati nella situazione di dichiarare fallimento….cioè di non poter più ripagare i propri debiti. Ti ricordi il caso della Grecia? Nel 2012, durante la grande crisi interna greca, fu concordata con gli investitori  (banche e istituzioni europee), la ristrutturazione del debito pubblico consistente in un forte tagli al capitale e una dilazione delle scadenze .

La Spagna, che ha dichiarato bancarotta 16 volte, tra la metà dell’800 e il 900.

La Germania, che per evitare il fallimento, nel 1953 ottenne la cancellazione di metà del suo debito di guerra.

L’Argentina, che con la crisi a cavallo degli anni 2000, ha deciso di non pagare i suoi debiti azzerando così, di fatto, il suo debito pubblico.

Ti ricordo che, nel 2019, il debito pubblico italiano ammonta a circa 2.409,2 miliardi di euro e che il giudizio sulla “salute” dello Stato, in merito alla capacità di far fronte ai finanziamenti ricevuti (capacità di restituzione del capitale e pagamento degli interessi stabiliti), è il Rating di cui ti parlerò nelle puntate future. 

E’, quindi, un elemento molto importante nella nostra vita quotidiana….per far fronte alle spese, lo Stato ti ricordo che ha due sistemi (te ne ho parlato all’inizio), se a causa di un eccessivo Debito pubblico e una instabilità economica interna in termini di crescita (misurata dal PilProdotto Interno Lordo), non riuscisse più a trovare investitori interessati a sottoscrivere nuovi titoli o per farlo lo Stato fosse costretto a pagare troppi interessi, sarebbe costretto a ricorrere o al primo sistema di finanziamento descritto – aumento del gettito fiscale – o a rivolgersi a finanziatori che saranno in condizione di stabilire e dettare le “loro condizioni”…. (ad esempio, ciò che sta accadendo in questo periodo a causa della crisi economica conseguenza della pandemia da Covid 19, con il ricorso all’Europa – te ne parlerò in futuro).

Bene credo di aver fatto una panoramica completa ed esaustiva sul funzionamento e sul cosa sia il Debito Pubblico.

Colgo l’occasione per anticiparti, come promesso, che sto progettando un percorso di finanza base per dare a tutti l’opportunità di comprendere i meccanismi tecnico/finanziari che ruotano attorno al mondo della finanza in Italia, in Europa, e come poter gestire al meglio, dal punto di vista cognitivo/comportamentale l’approccio a questo affascinante modo…..(se hai un consulente finanziario che ti segue, questo prossimo lavoro ti sarà molto utile per “comprendere” meglio i suoi argomenti)… un mondo nel quale tutti noi, anche se a diverso titolo, siamo coinvolti.

Faremo, in quell’occasione, un viaggio suddiviso in tre tappe:
1)“L’ABC della finanza In Italia”…ti parlerò di tutto ciò che devi sapere per poterti muovere nel mondo della finanza italiana.

2)”L’ABC della finanza Europea”, in cui ti spiegherò come funziona la Banca Centrale Europea e gli strumenti di investimento a sua disposizione.

3)”L’ABC della Finanza Comportamentale”, con particolare attenzione agli elementi cognitivo/comportamentali che intervengono nelle scelte finanziarie e d’investimento che facciamo.

Sarà un percorso molto avvincente, che ti aprirà una “grande finestra” sul mondo della finanza e dell’economia, con il solito “linguaggio semplice ma mai banale”…ti aggiornerò appena pronto.

Grazie mille per il tempo che mi hai dedicato, ti invito a continuare a seguirmi e sentirti libera o libero, di lasciarmi i tuoi commenti e recensioni qui sotto e farmi eventuali richieste di ulteriori approfondimenti.

Buona Vita, Massimo

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