La nuova risorsa per fronteggiare la crisi economica: “I Btp Italia 2020”

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La nuova risorsa per fronteggiare la crisi economica: “I Btp Italia 2020”

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Ciao, eccoci puntuali al nostro appuntamento con la mia rubrica:

“Inform-Azione, l’economia e la finanza raccontate con un linguaggio semplice”.

Oggi ti parlerò di un nuovo argomento, e come sempre lo farò esclusivamente dal punto di vista tecnico, quindi senza alcuna considerazione di carattere personale…come ne parlo a mia mamma Mirella.

L’argomento che ho scelto ritengo sia non solo di grandissima attualità, ma anche di grande interesse e utilità per tutti coloro (clienti) che solitamente si affacciano al mercato degli investimenti…in questo caso, investimenti, molto prudenti. Con quest’ultima affermazione, mi corre l’obbligo di specificare e sottolineare che, questo mio post non è in
alcun modo da considerarsi come:

“una raccomandazione d’investimento ne tanto meno sollecitazione di pubblico risparmio”.

È, esclusivamente, informazione.

 L’argomento di oggi, quindi, è l’emissione di un nuovo Btp, chiamato:

                                                            “Btp Italia 2020”

Iniziamo dunque.

Come sempre, un veloce passo indietro per ricordarti, innanzi tutto, cosa sia un Btp.

Btp = Buono Poliennale del Tesoro

Il Btp è un titolo emesse dallo Stato per far fronte alle spese del Paese. Se lo ricordi, te ne ho accennato nel mio ultimo racconto in cui ti ho parlato del Debito pubblico. Per gestire la necessità di liquidità con la quale far fronte alle spese, lo Stati italiano ha due opportunità: ricorso al gettito fiscale (riceve il pagamento delle tasse) oppure l’indebitamento attraverso l’emissione di titoli di Stato. In questo delicato momento, dal punto di vista strettamente economico, lo Stato non fa ricorso al gettito fiscale, ma al finanziamento attraverso appunto l’emissione di questi titoli, appunto i Btp (Buoni Poliennali del Tesoro).

Ho suddiviso questo mio intervento toccando due aspetti: le caratteristiche del titolo e il suo collocamento avvenuto in due fasi. La prima destinata al mercato retail e la seconda al mercato degli investitori istituzionali.

Vediamole nel dettaglio

CARATTERISTICHE:

– La durata: la durata è stata fissata in cinque (5) anni, quindi collocamento 2020, scadenza 2025.

– Il rendimento: gli investitori, avranno diritto ad una cedola semestrale dell’1,4% lordo rivalutata su base trimestrale (il tasso di emissione netto è stato dell’1,23%), mentre per il tasso definitivo di giovedì 22 maggio. A tal riguardo specifico che, il tasso di emissione, può subire modifiche in sede di collocamento e alla fine dello stesso, ma solo al rialzo mentre resta fissata e garantita la soglia minima di partenza comunicata dal Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanza).

– Floor di garanzia: il Btp Italia 2020, avrà capitale e cedola (quindi sia il capitale investito che gli interessi maturati ed erogati),  indicizzati al tasso d’inflazione. A tal fine si prenderà come riferimento, l’indice FOI cioè l’indice prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto della componente “Tabacchi”. Tale indice è previsto in crescita dello 0,8% nel 2020 e dell’ 1% nel 2021. Dato importante, quest’ultimo, (seppur resta una previsione) che potrà portare ad un significativo aumento del valore sia della cedola che del capitale stesso (si ipotizza un possibile raddoppio del valore delle cedole e del capitale). Specifico che questa, non è in alcun modo una mia considerazione personale ma esclusivamente quanto riportato da alcuni analisti del settore.

Il “FLOOR”: (rendimento minimo della cedola), sarà la garanzia in caso di eventuale “Deflazione”  che garantirà, quindi, le cedole minime previste.

Acquisto: I Btp sono stati  acquistati dai clienti, anche attraverso l’on line, utilizzando le proprie piattaforme di Home Banking.

– Commissioni e tassazione: per il sottoscrittore, non ci sono state alcune commissioni di collocamento, mentre resta la tassazione  sul rendimento, già applicata ai titoli di Stato, del 12,5%.  

– Bonus a scadenza: il Btp, è un titolo che ha si una sua scadenza/durata e che nel caso del “Btp Italia 2020” è di cinque anni, ma può anche essere negoziato (scambiato…venduto)  durante la sua vita.

A titolo di completezza ti ricordo che l’interesse o meno nel negoziare un Btp durante la sua vita, quindi prima della sua naturale scadenza, dipende sostanzialmente da un parametro: l’oscillazione della curva dei tassi che contempla la correlazione tra “tassi e prezzi” dei Btp. Per spiegarti meglio questo concetto, immagina l’altalena del parco giochi…non quella con le catenelle ma quella con i due seggiolini. Su un seggiolino poni i tassi e sull’altro i prezzi. Com’è logico intuire, se i tassi saliranno, i prezzi scenderanno e viceversa. La eventuale  negoziazione del titolo, durante il periodo di vita dello stesso, dipenderà proprio dall’andamento di questa curva.

Nel caso in cui, invece l’investitore decidesse di mantenere il titolo sino alla scadenza (nel 2025), beneficerà di un “bonus fedeltà” del 8 per mille del capitale investito.

Ti ricordo che già nel 2019, ed in particolare, il 21/Ottobre/2029, lo Stato italiano (il Mef per precisione), aveva dato il via ad un collocamento di Btp indicizzato all’inflaziona. Anche in quell’occasione, il collocamento fu strutturato in due fasi. La prima per i clienti retail e la seconda per i clienti istituzionali. La durata del Btp, in quell’occasione fu di 8 anni con una cedola semestrale dello 0,65% e un premio fedeltà (per i clienti lo terranno fino a scadenza), del 4 per mille lordo sul valore nominale investito

Analizzate le caratteristiche di questa emissione, vediamo il secondo aspetto…come ti ho anticipato, il suo “Collocamento”.

COLLOCAMENTO:

Il Collocamento del Btp, è avvenuto in due differenti momenti, in due fasi.

Vediamole insieme.

Prima fase: da lunedì 18 maggio a mercoledì 20 maggio. Il collocamento in questa prima è stato destinato e dedicato unicamente ai clienti retail (risparmiatori – clienti privati). I titoli sono stati collocati sul mercato primario (Mot di Borsa italiana) e “senza possibilità di chiusura anticipata” ne alcuna tipologia di “riparto” di quanto collocato. Questo significa che i titoli sono stati assegnati ai clienti in funzione della loro semplice richiesta di acquisto.

Il primo giorno molto bene…..sono stati collocati, quindi sottoscritti dai risparmiatori italiani, circa 4 (quattro) milioni di euro di titoli. Un vero boom di richieste tutte soddisfatte.

Nella seconda giornata, quella di martedì 19, sono stati raccolti altri 4,7 miliardi di euro….per un totale di circa 8,7 miliardi di euro in due giorni di collocamento…

Nella terza giornata di collocamento riservata al pubblico retail, sono stati raccolti 5,20 miliardi di euro.

Com’è andata la prima fase? Come si è conclusa? Bhè,  direi assolutamente in modo positivo…addirittura inaspettato dagli esperti.

Ti riepilogo qui l’esito della prima fase, quella destinata al pubblico retail:

Il primo giorno, sono stati raccolti circa 4 miliardi di euro.

Il secondo giorno il collocamento si è concluso con una raccolta per circa 4,77 miliardi di euro.

Il terzo ed ultimo giorno, si è invece concluso con una raccolta di circa 5,20 miliardi di euro.

La raccolta totale quindi è stata di circa 14 miliardi di euro….direi veramente un ottimo risultato.

Poco prima dell’inizio della seconda fase, il Ministero delle Economie e Finanze ha comunicato il tasso definitivo della cedola di interessi che sarà del 1,40%.

Vediamo allora com’è andata la seconda fase, quella cioè destinata agli investitori istituzionali.

– La seconda fase: avvenuta, invece, nella sola mattinata di giovedì 21 maggio, ed è stata destinata ai soli clienti istituzionali (banche) che li acquistano (e mettono in bilancio). L’offerta per questa seconda fase è avvenuta, a differenza di quella riservata al mercato retail, con il principio del “riparto”, (adottato quando la domanda risulta superiore all’offerta).

Nella seconda fase, il 59% del totale collocato, è strato acquistato dal sistema bancario. Circa il 6,3% è stato acquistato dalla Banche Centrali; circa il 7,2% dagli Hedge Fund; il 3,8% acquistato da Assicurazioni e Istituzioni non finanziarie.  Grande interesse è stato mostrato dal mercato interno che ha sottoscritto circa 51,9%, lasciando al mercato estero il 48,1% (Regno Unito, Francia, Germania, Spagna) e circa lo 0,8% al mercato statunitense.

La seconda fase, quella quindi riservata agli investitori istituzionali, si è conclusa con  una raccolta per circa altri 8,3 miliardi di euro.

Il riepilogo, a fine collocamento, vede una raccolta totale per circa 22,297 miliardi di euro che segna il record delle emissioni fatte dal Ministero dell’Economia italiano. Un grande intervento finalizzato alla raccolta di liquidità indispensabile a fronteggiare la crisi economica causata dalla Pandemia da Covid-19.

Bene, ho concluso il mio racconto relativo al collocamento di questo nuovo Btp, ti invito a continuare a seguirmi e, come sempre, sentiti libero o libera di lasciare qui sotto i tuoi commenti o eventuali richieste di approfondimento di argomenti di tuo interesse…..sarà un piacere risponderti.

Buona Vita, Massimo

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